CRITICA DI SABRINA ZANNIER
Fil rouge indica i concetti di continuità, di legame e ci riporta all’uso che ne fece Goethe nel romanzo “Le affinità elettive”, a sua volta riprendendo Freud che utilizzò questa espressione per definire l’inconscio. Fil rouge significa ‘filo conduttore’ e pertanto annuncia un processo narrativo, una”parola” messa in scena dalla pittura per scavare dentro la vita, tra detto e non-detto, conscio e inconscio.Per Fabrizio Mason Fil rouge è metafora di una ricerca dentro la propria esistenza, percorsa in un sofferto e al contempo liberatorio viaggio, che alla stregua dell’inconscio in Lacan, si struttura come un linguaggio di mondi simbolici nel processo dialettico di regolazione del desiderio nel confronto con il mondo reale. È un linguaggio fondato sull’introspezione relazionante. Perché il viaggio autobiografico mette in scena il principio fondante del legame, tra il sé e quell’altro da sé che spesso si svela essere il volto nascosto del sé. Fil rouge inizia con la supremazia del rosso. Rosso sangue, di dolore e di passione, che si sposa con la perdizione del nero in quel tunnel posto a univoco orizzonte della giovane figura intenta ad abitarlo. Una figura che tinge di rosso ogni brano del paesaggio interiore, che dal rosso si fa lacerare, emarginare e strappare, che si confronta con la propria maschera, si fa meditativa per poi riaffiorare, attraverso la de-costruzione e l’accettazione, nella rinascita degli elementi originari.Acqua e terra dominano ora la pittura, nei sottili passaggi del blu che versa nel verde con il lume del giallo; dell’ocra e del ruggine che scaldano il marrone terragno. Qui la pittura si fa «liquida”, perché ricca di trasparenzegelatinose, ma sempre corpose, comenel dominio del rosso, È una pittura stratificata e densa. Densa di materia e di sapienza dei materiali, che Mason trasla dalla sua pratica di wall designer all’universo pittorico, secondo un rapporto dialettico che è ancora Fil rouge. Perché mentre le ampie pareti architettoniche affrescate e dipinte con marmorino, silicone cristallino, resine, ossidi… versano la proprià ricerca materico-pittorica nei paesaggi dei dipinti, da questi ultimi nascono le figure e le simbologie che Mason catapulta anche nella sua opera di wall designer. Affinché l’incessante ricerca del Fil rouge – che è incontro, affinità chimica e mentale, continuità e legame tra mente e ma- teria, identità e mondo – possa espan- dersi in ampie spazialità.
Sabrina Zannier