Il percorso di Rinascita dell’Anima nell’Arte Fabrizio Mason espone a Villa De’Claricini.
Ho visto le opere di Fabrizio Mason, esposte di recente alla Galleria La Loggia a Udine. Vi ho subito colto la ricerca della geometria nello spazio reale, resa nei soggetti rappresentati, non soltanto dalle linee e dagli angoli, ma anche attraverso una luce chiaro-scura, in grado di esaltare la prospettiva e di dilatare le immagini. Si sente la sua forte carica emotiva, la profondità delle sue riflessioni e si ammira la padronanza delle scelte stilistiche.
L’esposizione negli spazi di Villa De’ Claricini offre un’esperienza anche più coinvolgente ai visitatori: grazie all’ampio contesto ed agli affacci sul parco, è facile ricevere un’immersione totale, godere anche di una luce naturale ed a potenziare l’impatto emotivo con quello visivo. Le opere nascono dall’esplorazione della dimensione dell’incertezza e del limite nell’esperienza umana e dalla scelta di cercare e di trovare un ordine, dentro la complessità delle vicende, di arginare il caos, troppe volte in agguato, entro confini netti, di relegarlo ai margini del vissuto.
L’Artista, dopo vicende che lo hanno profondamente coinvolto, grazie ad una crescente potenzialità emotiva e razionale, è stato capace di (ri)trovare la via: ha seguito un percorso artistico, ricavandone “linfa vitale”, come suggerisce il titolo della Mostra, e riuscendo a trasferire nella geometria delle sue rappresentazioni l’acquisizione della padronanza di efficaci scelte pittoriche. Lo spettatore è portato a riflettere sulla natura del mondo reale, sulla complessità dell’universo, sentendo il fascino dell’ordine logico e spaziale. Le esperienze visive, che qui è possibile fare, sono di stimolo alla mente ed all’immaginazione: sono rappresentati diversi piani della realtà, esplorata, a volte alterata, con prospettive inedite. Forse, l’Artista prospetta a se stesso ed a chi lo guarda la speranza in un mondo che accoglie, che prende per mano e che indica una via chiara, un percorso lineare. Emblematica di questa ricerca è l’originale ghirlanda, che compariva nell’invito alla mostra precedente: in quell’opera è la circolarità, scelta per esprimere lo spazio curvo chiuso in sé, spazio finito, allo stesso tempo con confini sfrangiati, da cui si può uscire ed andare verso l’Infinito. Come? Con il coraggio, animati dall’Amore, con la fiducia nelle proprie capacità, nell’altrui presenza e con il dovere etico di trasmettere la fiducia in un mondo migliore, fatto di doni, di mani che si tendono, di spazi rassicuranti.
Nelle opere si coglie una tensione dialettica tra la rappresentazione dai confini delimitati della realtà ed il bisogno di andare oltre, di spaziare; le superfici dimensionali nelle scale ed in alcuni soggetti diventano tridimensionali. L’Artista fa un paziente lavoro di “cesello” , con l’intenzione di contenere il disordine fisico, ambientale, valoriale del mondo e di ricomporre la complessità del tutto, in un quadro di armonia di spazi, di luce e di colori sfumati Non compaiono figure umane, tranne che nel Labirinto. Chissà se vuole esprimere il trionfo degli elementi dell’Universo, l’Aria, l’Acqua, la Terra, il Fuoco, di fronte ai quali l’essere umano è piccolo piccolo o inesistente. Un appello a ridimensionare il protagonismo di cui è affetto l’Uomo, inconsaopevpole della lotta impari con le forze della Natura, offesa e trascurata?
Linfa vitale per sé la produzione artistica di Fabrizio Mason, ma anche per ogni visitatore attento! Gabriella Sartor Zanzotto